"...io, ...cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia, io, tirato su a castagne e ad erba spagna, io, sempre un momento fa campagnolo inurbato, due soldi d'elementari ed uno d'università, ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà ..." (Addio, F. Guccini)

18 giugno 2010

Credevo fosse una capra, invece era un tacchino (induttivista)


-->Finalmente svelata l’identità dell’anonimo Tacchino (prima pensavo fosse una povera capra oggi, invece, sono convinto che trattasi di una capra-tacchino (induttivista). Capra nella parte inferiore e tacchino in quella superiore del corpo o viceversa, tanto non fa molta differenza sul piano cerebrale.  In questi giorni, il nostro anonimo, ha manifestato tutte le sue “attenzioni” a Cornacchia senza nessuna riservatezza come converrebbe, invece, ad un flirt che si rispetti. Testardo come un somaro (chiedo scusa all’equino, testardo come una capra-tacchino, nemmeno tanto induttivista) pretendeva che tutte le sue “effusioni” per me venissero rese di dominio pubblico. E a niente sono servite le mie perplessità sull’opportunità di diffondere tutte quelle “dolcezze” ed “effusioni” della sfera privata (purtroppo le cotte fanno “sragionare”).  Per non ferire totalmente una tal fiume di “sentimenti”, ho pubblicato la sua prima effusione, ricordandogli, però, che la continuazione del “Duetto” poteva avvenire solo in privato, sia pure con le modalità a lui più gradite. Ferito nell’orgoglio “sentimentale”, frustrato nelle pulsioni “amorose” si è imbestialito come solo una capra induttivista può fare. A nulla è  servita la proposta di incontri personali o di un “romantico”  tête-à-tête in chat (luogo più indicato per incontrare un quadrupe da bidonville). Poi, lanciando l’ultimo anatema-profezia - sulla prossima scomparsa di questo blog e del suo titolare, è tornato, in anonimato, a sragionare nel suo recinto abituale. Sintetizzando, il nostro “pennuto da cortile”, che insiste da mesi  sull’inopportunità dell’anonimato, voleva dimostrare a Cornacchia quello che si prova ad essere “beccato” dai commenti degli anonimi. “ Modalità comunicativa che, molto probabilmente, ha sempre alternato alla sua “vera” identità per spostare le discussioni dove faceva più comodo a lui e, probabilmente, alla “fazione” di riferimento. Qualcuno, avendolo intuito, me lo fece notare ma non gli diedi credito perché, in illo tempore, reputavo il tacchino una persona attendibile e corretta. E allora, visto che Cornacchia non si è deciso  a "rifiutare"  i fratelli peteciani anonimi, ha pensato bene di attaccarlo con il commento che avrete letto tutti e con altri due che  non ho pubblicato e che pubblicherò solo se la capra invierà un commento con la sua vera identità (ormai  svelata) e con la dicitura: “Sono io il tacchino induttivista che ha cercato di fregare la Voce satirica peteciana”. E poichè chi va per fregare rimane fregato,  il “Vecchiarel canuto e bianco”, che si vanta di essere amico de llù Libberu docente (lui sì una persona colta che può dare del tu a Tito Livio), avendo “magnata la foglia”,  l’ha indotto a smascherarsi (o se volete l’ha tanato) senza che il Geniale Gallinaceo potesse accorgersene. Visto che la memoria ancora non è completamente deteriorata, mi sono ricordato che  il nostro furbastro aveva già fatto sfoggio di cultura con riferimenti al “Tacchino induttivista”. Allora, altro non ho potuto fare che lanciare l’esca  con una frase inventata di sana pianta:  “Perfetti imbecilli li riteneva B. Russel”. Il nostro dotto non è riuscito a contenere il suo Io ipertrofico ed ha subito abboccato all’amo, rilanciando (insieme alle solite litanie) la “Metafora del tacchino induttivista” (la sola cosa che conosce dell’opera gigantesca del grande filosofo inglese) senza ricordarsi però che l’aveva già  usata in un altro momento. Per cui il gioco è stato facile, troppo facile. Tra l’altro, il Tacchino Geniale aveva già tentato, invano, di far cadere il “vecchio” Cornacchia in un suo (o loro) trabocchetto, inviando, sempre in anonimato, due commenti più da querela che offensivi (rivolti a se stesso e ad una “fazione” vicina) nella speranza che venissero pubblicati per poi, magari, querelarmi vista la sua vicinanza con “ambienti” avvezzi alle azioni giudiziarie e/o agli esposti anonimi. Mi dispiace tanto ma il furbetto (o i furbetti) dovrà-nno riprovare con un’altra delle loro tante "genialità".
Che interessi o paure avranno costoro per attaccare questo spazio e il suo autore?

Chi sarà il Tacchino-Capra?  
Comunicatelo riservatamente via e-mail e, a tutti quelli che indovineranno, Cornacchia offrirà una serata in pizzeria o, se preferite, una rustica cena con salsicce casarecce, pecorino di alta montagna e montepulciano d'abruzzo 5 stelle. A volontà naturalmente.

Dimenticavo: meglio soli che in pessima compagnia. Chi vuole intendere intenda. I commenti dei tacchini induttivisi e della fazione di riferimento non verranno più pubblicati. 

Per chi non l'avesso letto questo e il primo e l'ultimo commento pubblicato del Tacchino Induttivista 
[Eravate quattro amici al bar
pensavate di cambiare il mondo...
ma con gran serenità,
(poca per la verità)
la partita finisce quà........
(G. Paoli)

L'impresione è che la partita sia proprio finita quà.
Tuttu sotto sequestru.
Chi di spada ferisce di spada perisce. Caro il mio predicatore,pure pe tè e pe quistu "blog", che ha fattu più danni della grandine a ferragustu è arrivata la fine.
L'Ivano, chi cazzè, presuntuoso, ma arguto, a capitu bene la Tua metamorfosi.
Ti ha colto in flagranza e messo fuori gioco.
Sei partito con la satira e finisci con i sermoni o pipponi da predicatore protestante americano.
Lascia sta e dicce addò voì a parà.
Perchè sta sociologia da tanto a chilu ha mpo ruttu lu cazzu.
E stu duettu co Pretura "stucchevole". A..pretù nell'elenco manca pure de sapì come è statu appaltatu lu campusantu.(magari eri assessore a li lavuri pubblici o no?)
150 fornetti senza appalto e senza capì co quale cazzu de accordo col "morto" se doveanu ripartitì gl'incassi.
Quello che sorprende è che ci stau tanti, TROPPI, anonimi.Sarà mica sempre farina dellu stissu saccu?Se non te sbrighi a chiudellu ssù situ finirà che te farau pure Santu. O preferisci fa lu reggi palle agl'amicuteu... doppu che gliai lessatu bene bene come mpesce.
Caru Di Maggiu, lassa perde,Pimmidoru e quissi tre o quattro "grandi elettori"... quissi peddavero te fau fa la fine della bonanima de paretu entro Giugnu.
Se propriu te va de arrivà finu alla fine, fa de "capoccia" (e che capoccia lucida)tea. Alla fine poesse che basterria che manni affangulu quallecunu de sì porelluzzi, qualche Giuda e/o pilatu che te circondanu e se trovi chi te pò dà nà mani, prova a nsiste, mmà co sti chiari de luna chi cazzu se le piglia ssè beghe. Certu so cazzi, come aete messe le cose, o riesci a fa un "governu de unità nazionale" di Berlingueriana memoria o repeto, so cazzi. Certu pe fa quesso te tocca affà li cunti co li "grandi elettori" che tau missu nmezzu a li pasticci e co qua chiattarellu che te fa da tirapalle. Ma o arrivi a governà co nà maggioranza mpò più rappresentatia (pe governà ce vogliu sempre armeno li cinquanta più unu de percentuale)o è meglio che tennevai. Certu non sarà na bella figura ma a stu paese lo peggio non è mai fenitu. Ma alla fine che cazzu sto a ffà, pure io sto a ffà mpippone. Ma sa comè, tutti pensemo allo bene de Petecia, ma della Petecia che tenemo alla capoccia ognunu de nui, come co là nazionale, ognunu pensa de esse più bravu de tutti. Doppu però a chi cià missu lu muccu tocca a fa li cunti co lì probblemi, e quilli pare che so tanti, aru che cazzi. Cornà te vò propriu mpiccià fa pure, ce manchi solo tu, ma sta attentu non so pallù. E pò lu parentatu a già datu. MMMa.... ffà come gl'amici tei pallucca o lu professore che stau all'eremo a guardà.... data l'età.]

Questi sono i commenti di Cornacchia
Le persone intellettualmente oneste sono quelle in grado di confrontarsi liberamente e serenamente con le idee e le ragioni degli altri, pur disdegnando i portatori di vangelo, quelli che hanno  le soluzioni pronte per tutto, i mistificatori della realtà e della verità e tutti coloro che pur di non scontrarsi con la loro altissima autostima e autoreferenzialità non evolvono mai nel pensiero e nemmeno nella “satira”. Sono quelli delle tre Ego: Egoisti, Egocentrati, Egostronzi. Perfetti imbecilli li definiva B. Russel. A me, sinceramente, fanno un po’ "schifo" ma anche tanta compassione perché, in fin dei conti, sono dei poveri infelici a cui non è concessa una’vera vita sociale e, quindi, nemmeno di poter costruire relazioni di autentica e disinteressata amicizia. La loro diffidenza è così connaturata e proporzionata all’ipertrofia dell’ego che in ogni rapporto sociale e umano sono obbligati a leggervi secondi, terzi e anche quarti fini. Loro non concepiscono per forma mentis e per difetto di onestà intellettuale - e quindi mal tollerano - l’esistenza di persone capaci di separare i contenuti dell’amicizia dagli interessi politici. E’ una categoria ben nutrita (purtroppo) di persone che “vivono” con un bisogno irrefrenabile del nemico, di considerare gli altri (alla stregua di loro stessi) fasulli, doppiogiochisti, partigiani, imbroglioni. Chiaramente, da questa malevola predisposizione della mente e dell’animo, escludono se stessi, tutti gli appartenenti alla loro cricca, tutti i condivisori del pensiero unico, tutti quei cortigiani, che nel Rigoletto verdiano, sono definiti “Vil razza dannata”. Questi soggetti - che sono poi quelli che quando gli fa comodo firmano i commenti e quando, invece, non gli conviene scrivono in anonimato – si avventurano - dopo introduzioni poetiche che mal si addicono alla loro grettezza d’animo, alla povertà intellettuale, ai deficts cognitivi e alle scarse capacità di critica e di giudizio - in eserczi interpretativi e valutativi sui rapporti intimi e di amicizia delle persone. Così da fare chiaramente intendere che l’amicizia tra Cornacchia e gli amici impegnati politicamente a Turania (tra l’altro in tutte le “fazioni”), condizioni l’autonomia e la libertà di espressione personale e del blog stesso.Niente di più falso e calunnioso. Sicuramente a queste persone da fastidio sia Cornacchia che “Turania Sabina ieri Petescia”. Le ragioni di questo le lascio ai peteciani. Tali persone, lo dicevo all’inizio, hanno necessariamente bisogno di vedere “nemici”ovunque - fa parte del loro modo di vivere la vita e l’impegno politico interpretato, spesso, come lotta di conquista del potere, di scalate personali necessarie a colmare il loro vuoto esistenziale, ancorché come un servizio per la collettività.
Ecco allora che ricorrono a qualsiasi forma diffamatoria, a qualunque mezzo che generi confusione e paure in una Comunità che tutto può accettare, tranne di respirare, tra i boschi più verdi della Sabina, l’aria avvelenata generata da una competizione politica troppo “movimentata” e che tutti pensavano superata. Cornacchia, con i presunti “sermoni e pistolotti”, con la “sociologia da tantu a chilu…” e con le “ridotte” capacità satiriche ha cercato - e continuerà a farlo - di invitare “tutti” quanti ad una riflessione, ad un confronto politico-amministrativo più sereno, pacato e rispondente alle caratteristiche e alle tradizioni di una Comunità come la nostra. E lo ha fatto con assoluta equità ed equidistanza da qualsiasi schieramento politico. Capisco che questo possa dar fastidio a tutti gli sfascisti e a tutti quei soggetti che, credendosi i migliori e non accorgendosi della loro incapacità a sostenere le frustrazioni che la vita solitamente riserva a tutti, vorrebbero risolvere le cose come meglio gli aggrada.Tutte queste persone, distribuite in tutte le “fazioni”, non faranno mai il bene del nostro paese!! Questo la maggior parte dei peteciani lo hanno capito benissimo e si libereranno di costoro prima possibile. Se qualcuno di questi poveracci mentali sta pensando a mosse e contromosse politiche da parte di Cornacchia si sbaglia di grosso, perché non sono mai stato interessato alla politica attiva. Ma se dovesse servire per liberarsi di questi soggetti inutili e dannosi per la nostra Comunità, potrei forzare la mia natura di libertino e libertario e farci un pensierino. Così lascerò spazio a qualche aspirante Cornacchia carico, si spera, di vera fantasia e ironia, e non come qualche emulo che posta commenti sia anonimi che firmati e ha la pretesa di essere ironico o addirittura satirico. Ognuno si bea delle illusioni che si crea. Un abbraccio a tutti i peteciani veri, quelli che non confondono l’amicizia con gli interessi e che non svenderanno mai la loro libertà per un piatto di minestra.

Questa, invece,  se a qualcuno può interessare, è la metafora del tacchino induttivista:
Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell’allevamento dove era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa in condizioni le più disparate. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un’inferenza induttiva come questa: ‘Mi danno il cibo alle 9 del mattino’. Purtroppo, però, questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato”.