"...io, ...cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia, io, tirato su a castagne e ad erba spagna, io, sempre un momento fa campagnolo inurbato, due soldi d'elementari ed uno d'università, ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà ..." (Addio, F. Guccini)

31 gennaio 2010

A Pete’ (non solo) lo campana’…

Nell’ormai celebre “Petescia Sabina oggi Turania” l’Autore introduce il personaggio di Giulio, famoso per le sue performances campanarie e tamburistiche. Un “suonatore” che generazioni di peteciani hanno potuto apprezzare sia nei momenti piacevoli delle processioni religiose che in quelli meno belli delle cerimonie funebri. L’eleganza, la decisione e la sicurezza con cui Giulio percuoteva con le bacchette la pelle del suo tammurru sono ancora oggi nella memoria di chi ha superato abbondantemente i cinquanta. Con la sua scomparsa furono in molti a ritenere che fosse finita l’epoca dei “musicisti artigiani” peteciani, epigoni del mitico Manasse. Invece si sbagliavano, perché un novello “interprete musicale” era già pronto a colmare il vuoto lasciato da Giulio. Dico interprete e musicista perché Italo non era solo un delizioso ed intonatissimo artista delle campane. Egli ha rappresentato, come maestro della fisarmonica, l’evoluzione musicale di quel tempo. Quante serate di allegria festosa nelle case peteciane! Italo era sempre presente. La voce intensa e passionale della sua fisarmonica percorreva buona parte del paese richiamando i paesani ad unirsi alla festa (allora le case erano aperte a tutti , non c’erano “separazioni”, né politiche né sociali: erano momenti di gioia e di svago per tutti i peteciani).
Si festeggiavano matrimoni , fidanzamenti, battesimi e comunioni in casa (il ristorante era roba per benestanti), mascherate carnevalesche, oppure serate di semplice divertimento e di ballo (valzer, tango, sardarellu, quadriglia) . Tutti ballavano e si divertivano: adulti, ragazzi e bambini. Si scherzava, si rideva, si corteggiava (sotto gli occhi vigili dei genitori) qualche ragazzotta e, soprattutto, ci si abbuffava di frappe, castagnole e frittelli (il più delle volte immersi nello strutto), ciammellitti, tisichelle, ciammelluni e pizze mezze durgi accompagnati da liquori fatti in casa (di solito: sassolino, maraschino, strega, millefiori, anice) e vinelli locali (quasi sempre: acquatu, acitella o ciripicchia), gazzose e, quando andava bene, spume aranciate e limonate.
E come poteva mancare Italo e la sua fisarmonica nelle lunghe cantate per le partenze sotto le armi dei giovani peteciani e nelle serate corali della Pastorale!! Lui c’era sempre con il suo estro armonico, la sua socievolezza, la sua carica umana, il suo sorriso e, soprattutto, con la sua semplicità di uomo e di “artista”.
Come ci mancano le note del Carnevale di Venezia, della Cumparsita, del Tango delle Capinere, de llu Sardarellu, de La Pastorale e dei Canti militari della partenza (..e il fumo e il fumo già si vede, il fischio già si sente , noi partiremo allegramente quindici mesi ce tocca ffà!! Quindici mesi pasta e fischitti mamma li sghizzi che tocca ffà. Quindici mesi tutti in colonna…) emessi da quella fisarmonica di Castelfidardo.
Come ci mancano la gioia, l’allegria, la fratellanza, il senso di appartenenza e, soprattutto, quell’orgoglio di essere peteciani che solo Italo e Giulio, con il suono della fisarmonica, de llu tammurru e delle campane potrebbero, oggi, farci riassaporare.
In un’epoca in cui si intitolano strade a  latitanti pluripregiudicati e condannati forse, a livello locale, si potrebbero riscoprire e omaggiare personaggi che con le loro capacità e con ammirevole semplicità e umiltà, hanno contribuito a fare la storia del nostro paese e arricchito le tante e diverse storie personali….
E ce ne sono abbastanza di questi uomini, tanti da poter soddisfare tutto lo stradario di Turania!!
Diamo un nome "peteciano" all'ambiziosa "Scuola di chitarra e di canto",  alla Biblioteca Comunale e al Museo Civico!!
Chissà cosa ne pensano i fratelli peteciani e coloro che istituzionalmente ci rappresentano o dovrebbe rappresentarci...?!