"...io, ...cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia, io, tirato su a castagne e ad erba spagna, io, sempre un momento fa campagnolo inurbato, due soldi d'elementari ed uno d'università, ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà ..." (Addio, F. Guccini)

17 ottobre 2009

Museo dei Peteciani

Presto a Turania si spalacheranno le porte di un nuovo museo. Tranquilli, non farà concorrenza all'ormai celebre Museo Civico che custodisce la preziosissima statua bronzea del frate di Pietralcina. L'intenzione dei promotori è quella di proporre alle giovani generazioni   un percorso storico dell'arte popolare peteciana, ri-scoprendo personaggi caratteristici e recuperando quel patrimonio di semplici "attrezzi capolavoro" che hanno aiutato i nostri "Vecchi" a sbarcare il lunario e farci crescere con meno stenti!
Si chiamerà "Museo Peteciano dell'Umiltà" on line, Sarà aperto al contributo di tutti i peteciani di buona volontà. Preghiamo invece di astenersi: tromboni, trombati, capre e grandi artisti, soprattutto se provenienti da territori a sud dello Stato Pontifico!
E' prevista, successivamente, una  scuola di restauro vera e propria (non come quella che operò lo scempio della Chiesa nell'era dei tromboni).
Allora, cari peteciani, diamoci da fare  ri-scopriamo, descriviamo, raccontiamo, fotografiamo tutto ciò che può servire allo scopo,  facendolo  pervenire all'indirizzo email antderos5@virgilio.it , oppure inserendolo nei commenti o, volendo, consegnandolo brevi manu a Cornacchia il Cantachiaro.

Iniziamo con una lista di quello che ognuno di noi vorebbe ri-trovare e/o proporre. Incomincio io:

Stanza 1
-  Arati, Barrozze, Ghiù e  Frocette dei più abili barrozzieri di Petecia. Mi tornano in mente:
  • Agustu (più noto come Mezzanotte)  già presentato in "Barrozza, bboi e ghiù"
  • Angelu de Frattaccia depositario della cultura popolare peteciana.
  • Giuvanninu de Paulò
  • Pippozzo
Stanza 2
- Tramagliu , Belance  e  Cirigne  dei mitici pescatori:
  • Quinto e Oreste de Barbarucia (prima generazione dei grandi maestri pescatori)
  • Donato, Adelmo,
- Canne de bambu, Filaccioni e Canne telescopiche dei maestri della lenza:
  • Sor Ugo
  • Cesaretto er Trasteverino
Stanza 3
- Pale, Cucchiare, Strascini, Retraule, Callarelle, Carriole, Carrucole, Livelle, Metri e Piombi della "casta" dei muratori.
Poichè i  mastri muratori sono tanti, questo materiale dovrebbe essere più facilmente reperibile. Va detto però che non tutti tiravano i muri a piombo, proprio per colpa del filo a piombo che non cadeva mai in verticale.

Stanze 4-5
- Zappe, Zappette, Vanghe, Vanghitti

- Accette, Serricchi, Ronche, Runchitti, Farge, Fargitti, Code, Codette, Lime, Battifarge

- Traglie, Biunzi, Mmasti

Stanza 6
- Telari, conocchie, fusi, spolette - e altri arnesi di cui non ricordo il nome ma che servivano per la lavorazione della lana e del cotone -  de Lucia de Bandiera, de Anna de Frattaccia, de Giuseppina de Mezzanotte (tre Donne semplici e "forti" dei tempi non "facili", unite da una generosità "antica" che ho assaporato sin da bambino. Grazie Giuseppina pe' llù mazzapicu che mandavi a mamma ogni volta che sgravava una mucca perchè sapevi che mi piaceva tanto! Grazie Anna per tutte quelle palettate de cici e callarroste che preparavi nelle lunghe sere d'inverno! Grazie Lucia pe tutti li Carozzi e lle Soleva che m'hai fatto mangiare!

Stanze 6-7
- Butti, Barili, Cupelle, Cupellette, Armadi, Credenze, Confessionali, Scife, Scifette ecc. dei mastri falegnami (in primis il mitico Mastru Dominecu - dimenticato, dallo "Storico" peteciano, a tutto "vantaggio" de Mastr'Angelu (sicuramente un grande artigiano, ma Mastru Dominecu è  un  personaggio mitico  al quale dedicheremo una pagina a parte)

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