"...io, ...cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia, io, tirato su a castagne e ad erba spagna, io, sempre un momento fa campagnolo inurbato, due soldi d'elementari ed uno d'università, ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà ..." (Addio, F. Guccini)

05 settembre 2009

Com'è bellu Sant'Antonio!!

Chi ha avuto la fortuna di assistere, dall'alto di un balcone, alla processione di Sant'Antonio, avrà certamente notato che, con il riverbero della luce solare, la mistica atmosfera bandistica e la fortissima devozione dei fedeli,  raccolti in "doppia fila" (proprio come nelle strade delle migliori periferie romane abbandonate a se stesse) l'aureola del Santo padovano sembrava riflettersi sull'elegantissima, lucidissima e impacciatissima ombra di Ca.o che lo seguiva (avete pensato malissimo....di Capo, altrimenti avrei aggiunto un puntino in più - anche se, come diceva il Divo Giulio, "A pensar male si fa peccato ma spesso ci si coglie"). L'immagine complessiva finale era quella di una dicotomia celestiale, miracolosamente ricomposta. Un'unica chirica, una sola icona, un solo Santo. Pensando che l'incredibile visione fosse ancora il frutto delle continue trettecate aquilane ho chiesto, a due cari amici, la loro opinione. Mi sono sentito rispondere - tra un Cremino, un sorso di Rum alla trota e una presa di Erbetta di montagna - che quello che avevo visto era contemplato nella profezia di tale Baldisserra - famoso "umorista" petecìano del secolo scorso -distrattamente dimenticato, dall'Autore della seconda,  interessante e, inevitabilmente, "pretigna" fatica letteraria su Petecia,  della quale gli siamo infinitamente grati. Chiaramente, dopo aver letto "tutta" la narrazione con grande attenzione e compiacimento "femminile" e sulla quale, quasi sicuramente, spero di ritornare in seguito. Che a Petecìa  (mi perdoni Prof., ma nessun petecìano verace pronuncerebbe mai Petescia),  ci fosse aria di Unzione lo si respirava già dall'annunciato miracolo dellu Colle bellu vedè (previsto tra la notte del 29 e del 30 novembre prossimi). Ma che addirittura venisse anticipato alla festa di Sant'Antonio patrono, non se l'aspettava proprio nessuno...e questo non è che l'inizio!!!! "Proprio non la vuole smette de trettecane". Sicuramente, oggi, avrebbero preferito in molti che la Voce Satirica peteciana fosse scomparsa tra le macerie aquilane!! Ma, fatti i debiti scongiuri berlusconiani, andreottiani e leoniani e toccate le parti "piuttoste" (proprio quelle dell'avverbio che piace di più alle signore) gli è andata davvero male. Dovranno sopportare, speriamo ancora per molti anni, la voce gracchiante nemica dei tromboni ma, soprattutto, dei "Somari" (foss'anche con sbandierata doppia...laurea)! E domani finisce la stagione carnascialesca di medicea memoria.......e si preannuncia un autunno caldissimo e un inverno lungo e freddo e, soprattutto, molto influenzato!! "Preghiamo,  fratelli carissimi, affinchè i tantissimi Sant'Antonio non si dimentichino dei fedeli più devoti proprio nel momento del bisogno".
Professore, non me ne abbia per le eventuali, inevitabili sgrammaticature perchè, per dirla con il primo Premio Nobel italiano per la letteratura (andatevelo a cercare), "..né io sono per anche un manzoniano che tiri quattro paghe ( se preferite Stipendio) per il lesso". Per farla breve e per non apparire troppo snob (chiaramente da sine nobilitate), sono soltanto una misera e gracchiante"voce popolare"...forse. EVVIVA SANT'ANTONIO!!
(Tutti in coro) EVVIVA SANT'ANTONIO!!!!