"...io, ...cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia, io, tirato su a castagne e ad erba spagna, io, sempre un momento fa campagnolo inurbato, due soldi d'elementari ed uno d'università, ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà ..." (Addio, F. Guccini)

31 agosto 2009

Ripa dellu Monto' o Rupe Tarpea?


Grave dimenticanza dei governanti spottisti di Turania che, accecati da un incontrollabile desiderio mediatico di tipo arcoriano, hanno dimenticato una delle più affascinanti opere che la natura ha regalato a Turania e al mondo intero: la Ripa dellu Monto'. La bellezza di quest'opera è seconda soltanto all'equivalente romana: la "Rupe Tarpea"! Ancora una volta, purtroppo, le bellezze di Turania devono sottomettersi alle grandezza dell'antica Roma. (Si narra che ai tempi di Romolo, Tarpeia, giovane e bella vestale, figlia del custode del colle capitolino Spurio Tarpeo, tradì la città aprendo le porte di Roma ai Sabini di Tito Tazio. La funciulla venne scaraventata giù dalla rupe per alto tradimento di Roma. Da allora tutti i traditori e, successivamente, anche le adultere, vennero precipitati da quella rupe. Per eventuali approfondimenti, da parte dei dotti amministratori, segue la leggenda in latino.
"Sabini, cum eorum mulieres a Romanis raptae essent, Capitolium diu obsidebant frustra, nec sperabant se vi arcem capere possem. Tunc intellexerunt dolum necessarium esse et virginem Tarpeiam, filiam custodis arcis, corrumpere statuerunt. Virgini ergo promiserunt omnia quae in sinistris brachiis haberent. Puella, cum videret eos armillas pretiosas gerere, speravit se suum corpus illis ornatibus decorare posse, et portas incaute hostibus aperuit. Cum Sabini arcem occupavissent, processit ad eos Tarpeia et petivit quod promiserant. At illi eam gravissima scuta, quae brachiis sinistris gerebant, proiecerunt et vanam puellam obruerunt. Non tamen illo onere oppressam esse virginem narrant historici, sed superstitem fuisse. At Romani cum putarent Tarpeiam prodidisse patriam, puellam de rupe praecipitaverunt, quae ex eius nomine Tarpeia appellata est".
Per le inevitabili difficoltà di traduzione ci si può rivolgere allu Libberu Docente avvistato, tempo fa, tra lu Colle bellu vedè e la Portecchia.
Il primo ed unico tentativo di lancio col deltaplano dalla Ripa dellu Monto' fu autonomamente sperimentato, nel XX secolo, da un bizzarro fumatore di sigari del posto (pare fosse un discendente del grande navigatore fiorentino Americo Vespucci).
Le solite malelingue fanno sapere che molti Turanensi vorrebbero riscoprire l'antico piacere del volo in diretta - con tanto di filmati su You Tube e servizi televisivi di giornalisti compiacenti - precipitando pubblicamente dalla Ripa dellu Monto': affaristi, imbroglioni, arrubbasanti, sbancatori abusivi, speculatori edilizi, onnipotenti, traditori (vecchi e nuovi) di Turania ecc., ecc. E siccome il sangue è sempre stato il sollazzo del popolo, qualcuno si è già prenotato per assicurarsi un posto in prima fila sotto lu Reparu. Sembra che anche a Roma vogliano riprendere l'antico spettacolo della Rupe Tarpea. Uomo avvisato mezzo salvato. Ergo, meglio stare in campana e pararsi almeno due volte la cosiddetta culatta.